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Il racconto degli Azzurri agli Europei, fra rigori a cucchiaio e lanci di monetine

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Pubblicato il 01/04/2021.

“Non esiste concittadino appassionato di calcio che non abbia un ricordo legato alla maglia azzurra, al tricolore affisso alla finestra o a quello sventolato per strada in segno di festa. L’azzurro rende eroi coloro che lo indossano”.
 

Queste parole di Gabriele Gravina, attuale presidente della Figc, costituiscono una sintesi mirabile del rapporto, profondo e viscerale, che lega gli italiani alla propria Nazionale e si trovano nella prefazione di Azzurri d’Europa che, grazie alla narrazione appassionata e documentata di Stefano Ferrio e Gianni Grazioli ci permetterà di viaggiare indietro nel tempo, alla riscoperta di momenti indimenticabili della storia calcistica del nostro Paese.
Qualche esempio?
Nella famosa semifinale del 1968, vinta al sorteggio contro l’Unione Sovietica, le monetine lanciate dall’arbitro furono una o due? Perché Angelo Domenghini cambiò la storia d’Italia con una punizione assolutamente folle nella prima finale giocata contro la Jugoslavia? E nella finale bis, Pietro Anastasi voleva davvero segnare in quel modo uno dei gol più belli nella storia della Nazionale? Invece, trentadue anni dopo, nel 2000, a cosa pensava Francesco Totti durante la “passeggiata” che, allo stadio di Amsterdam, lo avrebbe portato a battere un rigore “a cucchiaio” divenuto leggenda, mentre il suo compagno di squadra Francesco Toldo si ingegnava a parare tre tiri dal dischetto in una partita sola?
Sono solo alcune fra le domande che trovano risposta in queste pagine, scritte attingendo a piene mani dagli episodi più avvincenti e paradossali estrapolati da 60 anni di storia dei Campionati Europei di calcio, la cui sedicesima edizione torna nel 2021 a essere giocata nello stesso stadio Olimpico del trionfo italiano di oltre mezzo secolo fa.
Una competizione che, grazie ad alcune partite entrate nel mito della Nazionale, non importa se a lieto fine o no, ha donato a intere generazioni di italiani emozioni da ricordare per sempre.
Per rievocarle, questo libro si propone di scavare nel “profondo azzurro” di un archivio fatto di finali durate tre giorni, di golden goal inesorabili come sentenze, di giovani squadre vissute una sola estate, di semifinali vinte contro ogni pronostico, di rigori battuti lungo il sottile confine tra inferno e paradiso.
E a portare il lettore in campo, come se si trattasse di sfide tuttora in corso, provvedono alcune interviste esclusive, appositamente realizzate per questo libro. Testimonianze preziose, per le quali essere grati a giocatori che sono entrati da assoluti protagonisti fra gli Azzurri d’Europa.
Tra questi ultimi, non possiamo non ricordare tre campioni che il 2020, un anno che nessuno di noi potrà mai dimenticare, si è portato via con sé, e che hanno legato il loro nome alla maglia della Nazionale: Pierino Prati, Pietro Anastasi e, da ultimo Paolo Rossi, il “Pablito” che, a suon di gol, riportò l’Italia di Bearzot in vetta al mondo, nella calda estate del 1982.

 

Stefano Ferrio: nato a Vicenza nel 1956, ha pubblicato romanzi di calcio intitolati La partita, Lo spareggio, Fino all’ultimo gol, ma anche romanzi di altro genere, come Il profumo del diavolo e Impressioni di settembre. Ha inoltre collaborato per varie testate, fra cui il “Corriere della Sera”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Il Giornale di Vicenza”, “Il Gazzettino”. Attualmente scrive per “Nordest Economia”, insegna scrittura creativa alla Side Academy di Verona e dirige il periodico “Vicentini nel Mondo”.
Gianni Grazioli: nato a Vicenza nel 1960, giornalista professionista, ha lavorato per “Il Gazzettino”, prima di diventare, dal 2001 al 2012, segretario generale dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è l’attuale direttore generale. Dal 2019 è coordinatore del Club Italia all’interno della Figc. Ha seguito quattro Europei (e si accinge a seguire il quinto), oltre a quattro Mondiali, una Confederation Cup e dodici finali di Champions League.

 

Titolo: Azzurri d’Europa
Data di uscita: marzo 2021
Pagine: 344 interamente a colori



 
 
 
 
 
  
 

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