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Mazzarri top per presenze, Garcia top per vittorie, Allegri sempre sul podio

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Pubblicato il 27/08/2014.

C’è una statistica che accomuna Milan ed Empoli a meno di cinque giorni dalla partenza del prossimo campionato: per i loro allenatori quelli contro Lazio (nel caso di Filippo Inzaghi) e Udinese (nel caso di Maurizio Sarri) rappresenteranno l’esordio su una panchina di Serie A. Tutt’altra storia per Inter (Walter Mazzarri), Cagliari (Zdenek Zeman) e Juventus (Massimiliano Allegri) che saranno messe in campo dai tecnici con più caps nel massimo torneo italiano.

 

Un’estate con 15 conferme e 5 cambi
Col passaggio dalla stagione pre alla stagione post mondiali di calcio, il parco allenatori della Serie A è stato caratterizzato da ben 15 conferme e 5 sostituzioni. La cinquina è composta da Massimiliano Allegri subentrato ad Antonio Conte sulla panchina della Juventus, Filippo Inzaghi per Clarence Seedorf al Milan, Stefano Pioli al posto di Edy Reja nello staff della Lazio, Andrea Stramaccioni che ha dato il cambio a Francesco Guidolin nell’Udinese, quindi, Zdenek Zeman sedutosi dove qualche mese fa il Cagliari aveva Ivo Pulga.

 

Dal più al meno presente
Walter Mazzarri (Inter) dall’alto delle sue 373 presenze in Serie A è il decano dei 20 tecnici che lotteranno per scudetto, posizioni Uefa, salvezza. Alle sue spalle ci sono Zdenek Zeman (Cagliari) con 323 panchine e Massimiliano Allegri (Juventus) con 204 caps.
Ecco quindi Giampiero Ventura (Torino) a quota 200, Roberto Donadoni (Parma) 184, Gian Piero Gasperini (Genoa) 181, Stefano Colantuono (Atalanta) 174, Stefano Pioli (Lazio) 149, Vincenzo Montella (Fiorentina) 127, Sinisa Mihajlovic (Sampdoria) 118, Andrea Mandorlini (Hellas Verona) 64, Giuseppe Iachini (Palermo) 62, Eugenio Corini (ChievoVerona) 58, Rafael Benitez (Napoli) 53, Andrea Stramaccioni (Udinese) 47, Eusebio Di Francesco (Sassuolo) 46, Rudi Garcia (Roma) 38, Pierpaolo Bisoli (Cesena) 17 e, infine, Filippo Inzaghi (Milan) e Maurizio Sarri (Empoli) che mai hanno occupato una panchina di Serie A in un match ufficiale di campionato.

 

Chi comanda per successi
A guidare la classifica per numero di gare vinte in Serie A, curiosamente, sono gli stessi tecnici che occupano il podio per numero di presenze e, per di più, nello stesso ordine: Mazzarri con 149 successi, Zeman a 125, quindi Allegri con 100.
Se invece prendiamo in esame la percentuale di vittorie ecco che davanti a tutti balza Garcia con un 68,4%, seguito da Benitez a quota 54,7% e, quindi, Allegri con il 49,0%. Dalla parte opposta di questa graduatoria (ovviamente escludendo i due esordienti) troviamo invece Di Francesco con un 23,9%, Iachini a 17,7%, infine, Bisoli con un 11,8%.

 

Crescono i cambi in corsa
Nel passaggio dalla stagione 2012/13 a quella 2013/14 è diminuito il numero di squadre che hanno mantenuto lo stesso trainer per tutte e 38 le giornate di campionato, mentre è cresciuto il dato che si riferisce al totale degli allenatori impiegati.
Due tornei fa ben 12 squadre arrivarono all’ultima giornata con lo stesso tecnico impiegato all’esordio: Atalanta, Bologna, Catania, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma, Torino, Udinese. Per 5 compagini fu necessario un avvicendamento: Cagliari, ChievoVerona, Roma, Sampdoria, Siena. Mentre 3 società arrivarono a schierare più di due allenatori nel corso della stagione: Genoa (De Canio, Delneri, Ballardini), Palermo (Sannino, Gasperini, Malesani, Gasperini, Sannino), Pescara (Stroppa, Bergodi, Bucchi). Quindi, 13 cambi in panchina per un totale di 31 allenatori collocati.
Nel torneo chiuso a maggio le squadre che non hanno fatto mutamenti sono scese a 10: Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Napoli, Parma, Roma, Torino, Udinese ed Hellas Verona. Ben 7 team hanno fatto un cambio in corsa: Bologna, Cagliari, ChievoVerona, Genoa, Lazio, Milan e Sampdoria. Per concludere 3 società hanno variato la conduzione tecnica per due o più volte: Catania (Maran, De Canio, Maran, Pellegrino), Livorno (Nicola, Perotti, Di Carlo, Nicola), Sassuolo (Di Francesco, Malesani, Di Francesco). Pertanto, 15 cambi in panchina per un totale di 32 allenatori collocati.

 

Cambiare conviene?
Ma sostituire un allenatore per dare alla squadra la cosiddetta scossa ha davvero un ritorno in termini di punti?
Nella Serie A 2013/14 ben 6 delle 7 squadre che hanno fatto un unico cambio in panchina hanno migliorato il rendimento punti/match nel corso della stagione. Unica scelta che non s’è rivelata redditizia quella del Bologna passato dagli 0,83 punti/match con mister Pioli (15 in 18 gare) agli 0,70 con Ballardini allenatore (14 in 20 gare).
Discorso più complicato per quelle compagini che hanno effettuato più di un cambio con tanto di ripensamenti.
Il Catania con Pellegrino ha viaggiato ad una media di 2 punti/match (performance che gli è valsa la conferma per il 2014/15), pure De Canio ha fatto meglio dei numeri prodotti combinando i due periodi con Maran alla guida: 0,72 per il materano contro 0,57 punti/match per il trentino. Nel Livorno con Di Carlo gli amaranto hanno fatto 0,85 punti/match, mentre aggregando i numeri dei mandati di Nicola troviamo uno 0,56 punti/match. Infine, da segnalare gli zero punti conquistati da Livorno e Sassuolo rispettivamente con Perotti e Malesani.



 
 
 
 
 
  
 

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